
Fai un viaggio digitale dai primi giorni di ARPANET al web moderno. Metti alla prova le tue conoscenze sui pionieri, i protocolli e le stranezze che hanno plasmato il nostro mondo connesso.
Principiante del modem 0–4 · Navigatore quotidiano 5–8 · Nativo digitale 9–10
Tocca la risposta giusta
Oltre il 95 percento del traffico internet internazionale viaggia attraverso cavi sottomarini contenenti sottili fili di fibra di vetro. Queste fibre utilizzano impulsi di luce laser per trasmettere enormi quantità di dati attraverso gli oceani quasi alla velocità della luce. Per proteggerli dalla pressione degli abissi marini e dai morsi degli squali, sono rivestiti con molteplici strati di acciaio e plastica.
Tocca la risposta giusta
Molte persone presumono che Wi-Fi stia per "Wireless Fidelity", ma la Wi-Fi Alliance ha assunto un'agenzia di branding per creare un nome più accattivante di "IEEE 802.11b Direct Sequence". Il termine è semplicemente un gioco di parole su "hi-fi" (alta fedeltà) e non ha alcun significato tecnico. L'alleanza ha usato brevemente lo slogan "The Standard for Wireless Fidelity", ma in seguito lo ha abbandonato.
Tocca la risposta giusta
Mike Muuss ha scritto l'utility ping nel 1983 per risolvere i problemi di connessione di rete. Lo ha chiamato così in base al suono emesso dal sonar attivo quando rileva i sottomarini, poiché lo strumento invia un pacchetto e attende una risposta di eco. Oggi rimane uno degli strumenti diagnostici più utilizzati su tutti i principali sistemi operativi. Foto: Software: YOSHIFUJI Hideaki / USAGI/WIDE ProjectScreenshot: VulcanSphere, Wikimedia Commons, GPL.
Tocca la risposta giusta
Nel 1991, i ricercatori del laboratorio informatico dell'Università di Cambridge si stancarono di camminare fino alla sala relax solo per trovare la caffettiera vuota. Hanno installato una telecamera che trasmetteva un'immagine in streaming in scala di grigi della caffettiera sui loro schermi desktop. Quando è stata collegata al web nel 1993, è diventata una sensazione globale, attirando milioni di visualizzazioni.
Foto: Quentin Stafford-Fraser, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Tocca la risposta giusta
Tim Berners-Lee lavorava come consulente software al CERN, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare in Svizzera, quando propose il World Wide Web per aiutare gli scienziati a condividere facilmente le informazioni. È interessante notare che il suo capo descrisse inizialmente la proposta come "vaga ma entusiasmante" sulla copertina del documento.
Foto: Liamd967, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Tocca la risposta giusta
Nell'ottobre del 1969, i ricercatori dell'UCLA provarono a digitare "login" su un computer a Stanford. Il sistema si bloccò dopo aver digitato "l" e "o". Poche ore dopo, completarono con successo l'intera trasmissione. Questo semplice incidente di due lettere ha segnato il primissimo scambio di dati su ARPANET, il precursore della rete globale di oggi.
Tocca la risposta giusta
Il 3 maggio 1978, Gary Thuerk inviò la prima email di massa a 393 utenti su ARPANET per pubblicizzare la presentazione dei nuovi computer DEC System-20 della Digital Equipment Corporation. Sebbene abbia generato diverse vendite, ha anche provocato una reazione immediata da parte degli utenti, indignati per l'intrusione nella loro rete professionale. Foto: L'utente che ha caricato originariamente l'immagine è Ascánder su Wikimedia Commons., Wikimedia Commons, GPL.
Tocca la risposta giusta
Creato da Alan Emtage nel 1990, Archie consentiva agli utenti di cercare all'interno di un indice di file presenti su server FTP pubblici. Il nome era un gioco di parole basato sulla parola "archive" senza la "v". Ciò ha ispirato successivi motori di ricerca come Veronica e Jughead, mantenendo la simpatica tendenza di chiamare i primi strumenti di navigazione web con i nomi dei personaggi dei fumetti di Archie.
Tocca la risposta giusta
Symbolics, piontiera nello sviluppo informatico, ha registrato symbolics.com il 15 marzo 1985, rendendolo il nome di dominio registrato più vecchio della storia. Sebbene l'azienda originale non esista più da tempo, il dominio esiste ancora oggi come sito museale dedicato alla storia di Internet, mantenendo vivo il suo storico retaggio.
Tocca la risposta giusta
Gli indirizzi IPv4 sono costituiti da 32 bit, il che consente circa 4,3 miliardi di indirizzi unici. Poiché la crescita esplosiva dei dispositivi connessi ha quasi esaurito questa disponibilità, Internet sta gradualmente passando a IPv6. Questo protocollo più recente utilizza indirizzi a 128 bit, offrendo un numero di opzioni praticamente illimitato.
Incolla il codice nella tua pagina. Il player si adatta da solo e ogni voto conta su Votur.
Su WordPress, Ghost o Squarespace? Incolla semplicemente il link di questa pagina nel tuo articolo.
Ecco come appare
Anche bello